Paura e delirio a Las Vegas | Etere
Leggi su In fuga dalla bocciofila di Tommaso Lisa (campionato mondiale di racconti di piazza edison, prima edizione) Ho il ricordo d’una sensazione tattile. Il ricordo d’un ricordo che è tornato a visitarmi altre volte nel corso della vita. Un lampo che abbaglia, un’ossessione tagliente. Nella collezione di scarabei l’esemplare nero, dalle chitine ben conservate, lo riconferma. Il cartellino, sotto al maschio spillato di Copris hispanus, ha l’inconfondibile grafia di mio padre: “Grosseto, Albinia, giugno 1984”. Avevo sette anni. Percepisco la felicità con cui tenevo il corno di quello scarabeo rinoceronte tra l’indice e il pollice. L’ebbrezza dona l’illusione dell’onniscienza, mostra i tratti magici del mondo, è una forma d’ipersensibilità. Avverto la pelle chiara e soffice a confronto con le rotondità catafratte del pronoto, l’ampia e liscia fossa occipitale che s’adatta alla forma del polpastrello di ragazzino, tra palpitazioni e un subbuglio interiore che preannuncia un’inusitata chiarezza. Venne addormentato con un batuffolo di cotone, in un flacone opalescente. Sentivo quella forma impressa sulle dita e un senso svilente di svenimento. Mentre lui, con le rigide zampe fossorie, scavava l’aria, sbracciandosi. Ricordo solo quello, nella nebbia anestetica dell’oblio. Etere diabolico, che ti fa osservare mentre ti comporti in modo spaventoso, ma non puoi farci niente. Lo tenevo sospeso per il corno, portandolo a spasso per il campeggio sotto ai pini marittimi. Ci saranno state palette di plastic […]