Grindhouse | L’anello del secondo marito

Leggi su In fuga dalla bocciofila di Fausto Meoli (campionato mondiale di racconti di piazza edison, prima edizione) «Ehi, che cazzo metti giù quei piedi». Gridò Chester. Bell, sua moglie, non udì quell’imprecazione. Aveva le cuffie che le rimandavano Space Oddity di David Bowie e le nebbie di qualche sciottino di troppo. In bocca, le lampeggiava il braciere rossastro di una canna, da cui stava aspirando il fumo di hashish. Tenne ancora le sue due estremità fuori dal finestrino dell’auto, con un vento caldo che le solleticava i piedi bianchi. Si era fatta le unghie di un colore nero antracite. Due anelli erano alle dita del suo piede destro. Quello al secondo dito, era d’argento, in stile hindi, e il più importante. Testimoniava che era al suo secondo matrimonio. Correvano lungo quel nastro d’asfalto nero pece, sul far della sera, con la loro Dodge Challenger di colore rosso, provenienti da Las Vegas, dove avevano festeggiato, appunto, il loro primo anniversario di nozze. La loro home mobile li aspettava a Cheyenne nel Wyoming. In lontananza i primi bagliori gialli di un temporale in arrivo, squarciavano il cielo. Chester fece un gesto di stizza con la mano in segno di lasciar perdere. Pochi istanti dopo, lei si tolse le cuffie e disse «Ho voglia di pisciare, papi». «Benvenuta fra noi, honey». Rispose lui . «Tieni duro. Una decina di chilometri e troviamo l’incrocio con la highway. Ci sarà di sicuro qualcosa e poi sta per piovere». Raggiunsero l’area di servizio mentre cadevano le prime gocce. La toilette del […]

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