Nolan: un’Odissea senza tradimento

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Anna Stefi

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p>Trasformare in linguaggio cinematografico un testo monumentale come l’<em>Odissea&nbsp;</em>è una sfida pericolosa; il rischio principale è proprio quello di aderire, in nome di una presunta fedeltà, alla struttura narrativa di un modello ingombrante e produrne una copia sbiadita, ingessata in una dimensione museale che distorce il ritmo e il linguaggio dell’originale e tradisce allo stesso tempo le potenzialità del nuovo <em>medium</em>. Una riproposizione del già noto, incapace di creare l’indispensabile fascinazione emotiva nel pubblico con i personaggi, i loro contrasti e i loro mirabolanti percorsi. Il necessario <em>viaggio dell’eroe</em>, insomma, pe [...]

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