Miriam Cahn: l'inizio dello sguardo

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Anita Romanello

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p>Le figure di Miriam Cahn intercettano il visitatore prima che lui le cerchi. Entrare nelle sale del MACRO per la prima retrospettiva italiana dell'artista è già essere guardati: i corpi seminudi, gli sguardi spalancati, le campiture cromatiche che oscillano tra infantilità e allarme, tra ferita e catastrofe percettiva saturano lo spazio prima ancora che l'occhio si orienti. La mostra costruisce una reciprocità instabile tra sguardo e immagine — ciò che si vede appare già rivolto indietro, implicato, tutt'altro che neutrale. Il titolo, Ciò che mi guarda, definisce una struttura del visibile: è un enunciato operativo.</p><figure role="group" class="capt [...]

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