Masters of the Universe e il fascino della nostalgia

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Anita Romanello

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p><em>“Un’era al di là di ogni immaginazione”</em></p><p>All’alba degli anni Ottanta, mentre i videogiochi cominciano a reclamare nuovi flussi di attenzione e di monetine, i plasticosi <em>Dominatori dell’universo</em> – alias <em>Masters of the Universe</em> – rappresentano un esperimento di resistenza analogica proponendo ai potenziali giovani consumatori un efficace meccanismo di riconoscimento: ogni giocatore<em> </em>può scegliere una parte precisa nel teatro manicheo del pianeta Eternia. Nel decennio che ha reinventato i <em>teenager</em>, quando dagli onnipresenti <em>media</em> si cominciavano a ricevere istruzioni sempre più precise su co [...]

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