Mah-Nà Mah-Nà, dalla sauna all’eternità

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Anita Romanello

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p>L’idea che le canzoni sciocco-sillabiche potessero essere catalogate in quanto tali fu formulata per la prima volta nel 1934 dal musicologo, scrittore e divulgatore americano Sigmund Spaeth nel saggio <em>The Sillysyllabic School of Song</em>. Il saggio, mai tradotto in italiano, era parte di un volume intitolato <em>The Facts of Life in Popular Song</em>, pubblicato dall’editore Whittlesey House<em>.</em></p><p>Spaeth nel saggio prendeva le mosse dal contenzioso legale fra la cantante Helen Kane e i creatori del cartone animato <em>Betty Boop</em>. Al centro della causa, poi persa dalla Kane, vi era la paternità dell’espressione <em>boop boop-a-do [...]

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