Petros Markaris e la tavolozza del giallo

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Anita Romanello

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p>I confini del genere ‘giallo’ un tempo erano considerati netti e rigidi, legati ad una precisa epoca storica, sorti sulla scia dei feuilleton ottocenteschi, imperniati sul delitto e sulle indagini per rivelarne l’autore. La fede positivistica nella scienza del resto confortava nel non avere dubbi sullo smascheramento del colpevole, nella convinzione che gli indizi dovessero portare al successo dell’inchiesta. L’esigenza di sicurezza nel debellare la devianza, la vittoria dei buoni sui cattivi, la celebrazione di una società ferita momentaneamente ma sana erano le ragioni, tra le molte, del successo di quel genere i cui confini però lentamente si s [...]

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