Ciao maschio | Gli orsi felini
Leggi su In fuga dalla bocciofila di Matthew Licht (campionato mondiale di racconti di piazza edison, prima edizione) Qualche scrittore ha scritto che solo i morti conoscono Brooklyn. Sono pochi i vivi che visitano il suo giardino zoologico. Sull’insegna di una delle gabbie stava scritto “Gattorsi”. Mai sentito. Era buio là dentro, difficile vedere, ma il tanfo era stupefacente. Faceva un gran caldo. Più che gatti o orsi le bestie ivi rinchiuse sembravano dei koala che la vita aveva resi cattivi. Sdraiati sul pavimento dormivano ad occhi semi aperti. Secondo le informazioni nella bacheca attaccata alle sbarre provenivano dal Borneo. Gli indigeni li chiamano binturong. Secondo le loro leggende sono spiriti maligni ricoperti di pelliccia. Per loro era l’ora del pranzo. Un custode entrò nella gabbia per nutrire i prigionieri con carogne di pulcini. I binturong si riebbero, piano, borbottando. Il secondino stava attento a non voltargli le spalle mentre scagliava il rancio giallo dal secchio. Si accorse di essere osservato. «Più marci sono» disse, «e più gli piacciono. Certi elementi del pubblico gli buttano immondizia per vedere cosa mangeranno e cosa non mangeranno». «L’umanità fa schifo». «Puoi dirlo forte. L’altra settimana ci fu qui un episodio di violenza carnale». Prese un putrido pennuto per le zampe e lo lanciò, colpendo sul muso un binturong. La belva scattò, le sue fauci digrignarono elettriche. Sussultai, nonostante fossi al sicuro. «Ah sì? Qualcuno ha stuprato una donna?» Sbuffò. « […]