Troy | Io sarò come il baklava, e tu come il tatratea
Leggi su In fuga dalla bocciofila di Guido Landini (campionato mondiale di racconti di piazza edison, prima edizione) Lui fissava quella foto, con un accendino nella mano. Non perché fosse buio nella stanza, ma perché la voleva bruciare. Fissava il volto nella foto. L’aveva conosciuta durante l’Erasmus, ad Amsterdam. Lei, una ragazza di Bratislava, figlia di un rappresentante di una ditta di saponi, figlia della globalizzazione, quattro lingue in saccoccia, pochi esami mancanti alla sua laurea in Relazioni Internazionali. Lui, un ragazzo di Istanbul dalla battuta sempre pronta, con il joint tra le dita, capelli fino alle spalle e tratti inspiegabilmente nordeuropei. Raccontava con scarsa modestia di essere il fratello di Brad Pitt in Troy, ma dato che era turco lo avevano nascosto tra le file dei troiani. Si erano incontrati in studentato, quando tutti i ragazzi la fermavano per farle complimenti nei corridoi. Tutti, tranne lui, quel turco un po’ insolente, l’unico che non la venerava, ma la trattava da ragazzaccia. Per ore si prendevano in giro in chat, e poi si davano appuntamento in camera, a tarda notte, quando gli altri erano ormai spenti dall’alcol e dalle canne. Quel semestre, a febbraio, arrivò la pandemia. L’università fu costretta a sospendere i corsi in presenza. Lo studentato cominciò a svuotarsi, in molti furono costretti a terminare l’esperienza dello scambio, a tornare nel proprio Paese. Loro due, no. I loro Paesi gli avevano consigliato di restare, troppo rischioso mettersi in vi […]