Due spicci | Geografia incompleta

Leggi su In fuga dalla bocciofila La prima volta che ho sentito sul mio corpo l’odore di vecchio ero in via della Colonna, nel tratto che sbocca in Piazza Santissima Annunziata, dove la strada si restringe e si infila nella Volta degli Innocenti, costringendo le auto al senso alternato. Stavo ferma sulla bici, le mani sul manubrio e la punta del mocassino sul marciapiede, aspettando che l’autobus 14 attraversasse la strettoia. Il casco di mia figlia legato al seggiolino sobbalzava a ogni buca. Non era freddo, nemmeno caldo. Non ascoltavo musica, non indossavo occhiali da sole. Non era il giorno di un compleanno né di una visita medica. L’ho sentito arrivare e ho pensato: ecco, sono vecchia. Ho ripreso a pedalare, i due putti sulla Volta hanno benedetto il mio passaggio. In via Gramsci c’era un deposito di camion. Mi accucciavo sul balcone della cucina e contavo i pacchi impilati davanti alle saracinesche dei magazzini. Sapevo contare fino a cento. Una volta ho visto una scatola cilindrica così grande che sarei potuta entrarci dentro. Ho smesso di respirare sperando che l’aprissero. La mattina dopo non c’era più. Sono rimasta seduta accanto alla porta della sezione blu, con le braccia lunghe e gli occhi fissi sul corridoio, aspettando mia madre. Qualche anno dopo, hanno demolito il deposito per costruire un grande supermercato. Non vedevo l’ora di diventare grande quando in palestra i due capitani sceglievano i compagni di squadra e io restavo in piedi contro il muro. Non vedevo l’ora di diventare grande quand […]

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