Edgar Morin: complessità e libertà

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Anita Romanello

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p>Se ne va un titano del pensiero, enorme, fuori dal comune. Un pensiero enciclopedico, un’esultanza di vivere e di lottare. Non ci sono forse parole migliori per fare un ritratto di Edgar Morin. Sono le stesse che egli usò per la scomparsa dell’amico fraterno Cornelius Castoriadis, emigrato in Francia, con cui condivise molte avventure intellettuali, e che valgono ancor di più per lui che, con la sua vita e la sua opera immensa e proteiforme, ha attraversato quasi un intero secolo, il Novecento, ed è entrato nel nuovo, il Duemila.</p><p>Dopo aver scritto libri importanti anche con Mauro Ceruti (ricordiamo: <em>La nostra Europa</em>, che è valso ad e [...]

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