Ombre nel paradiso | Pranzo di lavoro
Leggi su In fuga dalla bocciofila di Mattia Azzini (essi vivono) A inizio anno è scaduto l’ennesimo contratto, da addetta al confezionamento. «Abbiamo dovuto prendere questa decisione, a malincuore, a fronte di un calo del lavoro. Lei è stata una risorsa preziosa». Annuisci in silenzio, chiedi se conoscono qualcuno che possa aiutarti e indipendentemente dalla risposta vai all’Exotic Bar, per digerire meglio la notizia. Avevo quasi esaurito la Naspi, quasi esaurito i soldi sul conto, esaurito ogni speranza. A 54 anni cosa dovrei sperare? Un qualsiasi lavoraccio full-time a tempo determinato, anche solo per un anno. Ci si ripresenta all’interinale: aggiorna il profilo, di’ che sei disperata, disposta a tutto – possibilmente con quell’insopportabile tono piagnucoloso che porterà a pensare alla giovane impiegata che deve trovarti un lavoro: “Dio, non farmi diventare come questa fallita” –, poi incrocia le dita. L’unica fortuna dell’ultimo periodo è stata conoscere Giacomo. Il giro dell’Exotic Bar non è fatto di amici, ma di fratelli di fallimento: gente che non ha combinato un cazzo nella vita – come me –, che fa lavori di merda e per non pensarci si avvelena con i Campari, con le slot o con la coca; le porte sono aperte a chiunque abbia voglia di grattare un po’ il fondo. Giacomo però non era un compagno di fallimento, avrebbe potuto essere compagno di redenzione. Ho iniziato a vederlo a inizio anno, all’interinale. «Se non troviamo lavoro entro fine mese ci diamo ai furti», disse la prima volta che […]