Le faccette di Francesco Lauretta

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Anita Romanello

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p>È soltanto un vezzo l’inesistenza, poiché non è dato compiere una parabola recriminando sul proprio peso. Si resta esposti a una forza che non si lascia nominare e che obbliga il gesto a prodursi dentro un meccanismo che, avanzando, arretra. Per quanto in maniera candida e stentorea talora le cose accadano, nostro malgrado, non resta che la disperazione, non il dubbio che fa gongolare, non il vedantico Tat Tvam Asi. Non è possibile inseguire quel che si è, o si presume essere, bisogna affondare in mare per porre fine alla lotta tra due terre, quella che riceve e l'altra, stanca di avanzare&nbsp;(inesistenzialismo, se proprio).</p><figure role="group" class="capti [...]

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