Cinemini della Val D’Elsa: Il Multisala Boccaccio
Leggi su In fuga dalla bocciofila “Oggi andiamo al cinema” dico alzando la testa dal computer. Intorno a me ci sono solo galline, intente a becchettare per terra. Mi alzo, passo di fronte al pagliaio, cammino scalza sul prato e vado verso un gruppetto di alberi dove B. sta facendo qualcosa, una delle sue attività che prevedono strumenti e oggetti di cui non conosco il nome. Si ferma, mi guarda. “Oggi andiamo al cinema” dico. Si toglie i guanti lentamente. Ci mette un’eternità. “Ah, sì buona idea, a quale vuoi andare?” In una casa di campagna c’è sempre qualcosa da fare. Non fai in tempo a potare gli ulivi che sono già ricresciuti, e nel frattempo c’è qualcosa da piantare, qualche gallina o calamità naturale a cui star dietro. Ogni attività esterna alla casa e alla terra che la circonda è uno spreco di energia che potrebbe essergli dedicata, e B. ci si allontana poco volentieri. L’idea del cinema però lo persuade: forse lo legge come un segno che mi sto adattando alla vita di campagna, il che significa andare meno a Firenze, cosa che a B. in questo momento va a genio per la ragione che ho menzionato sopra. Intendiamoci, io amo stare qui: da quando B., che è il mio uomo, si è trasferito definitivamente in Val D’Elsa, in una grande casa colonica situata tra un bosco e un paesino di qualche anima, facciamo un po’ e un po’. Percorriamo la superstrada Firenze-Siena in entrambe le direzioni, più volte a settimana, 50 minuti che sembrano 10 o 500 a seconda del nostro stato d’animo. Qui in campagna lavoriam […]