Piero Gobetti al Père Lachaise

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Anita Romanello

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p>Per capire Piero Gobetti, a cento anni dalla precocissima morte, bisogna andare alla sua tomba, nel cimitero parigino di Père Lachaise, che non possiede nulla della retorica solitamente destinata agli eroi di una nazione: non ha immagini, non ha stemmi, solo una geometria di marmi e lastre in pietra. È l’umile sepoltura di un caduto in guerra, un monumento funebre che però, anziché invocare la pietas del visitatore, rivendica con orgoglio un proprio ruolo nella costruzione di una civiltà. Lo rivendica, a chiare lettere, la frase scolpita su una delle lapidi: «Mon langage n’était pas celui d’un esclave». Viene da un articolo che si intitola <em>Risorgimento senza e [...]

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