Scrubs 10 | Arbre Magique

Leggi su In fuga dalla bocciofila di Raffaele Calvanese (essi vivono) A ventitré anni della vita conoscevo solo quello che si poteva studiare sui libri. Studiavo perché dovevo laurearmi senza perdere tempo, tanto che dopo la tesi ho pensato che avevo avuto troppa fretta, che avrei dovuto rallentare, godermela di più. E invece non mi godevo niente perché pensavo sempre a quando avrei fatto sul serio. Pensavo che prima mi laureavo e prima avrei cominciato a lavorare. Erano gli anni che mi chiedevo: ma quando è che si fa sul serio, quand’è che si vive davvero? E alla fine, quando mi sono laureato, ho detto che doveva essere per forza quello il momento in cui si cominciava a vivere. Sudore, la vita vera puzzava di sudore. L’ho scoperto qualche mese dopo quando ho iniziato uno stage a Roma e coi soldi che avevo potevo permettermi solo un posto letto in una doppia con un ragazzo di nome Lorenzo. Io non sapevo nemmeno farmi un piatto di pasta ma sapevo perché la crisi dei missili a Cuba si era risolta pacificamente. Mi alzavo presto, andavo in bagno e mi lavavo nella vasca perché non avevamo la doccia, mi mettevo il vestito della laurea, facevo il nodo alla cravatta e uscivo. Quando tornavo, sul pianerottolo mi toglievo la cravatta e tiravo fuori la camicia dai pantaloni e mi sembrava di essere meno strano. Lorenzo a cena beveva succo d’arancia con la carbonara, la pasta la mettevo sempre io. Lo stage non era pagato ma lo facevo lo stesso perché poteva venirne fuori qualcosa di buono, non si sa mai, Lorenzo non capi […]

Racconti correlati