Un anno di scuola | Seconda volta a Milano
Leggi su In fuga dalla bocciofila Se vuoi sapere una cosa, William, tutti credono di aver perduto parte della loro giovinezza. Le vite di Dubin, B.M. Mi passarono a prendere da casa Guido e Valeria come spesso era accaduto in quel periodo, ma stavolta non mi avrebbero portato a una festa in una scuola o in una casa occupata, o in un bosco o su una spiaggia, ma a Milano. Andavamo a vedere il concerto dei Durutti Column, che però loro chiamavano semplicemente Dc. Lo pronunciavano all’inglese, Di Si, perché Guido era di madre americana e Valeria si era adattata, come si adattava a quasi tutto quello che lui diceva e faceva. Li avevo conosciuti da pochi mesi, ma nella percezione che ne avevo sembravano anni. Loro mi avevano per così dire scelto, o meglio ancora: eletto. Eravamo tutti nella stessa scuola, ma in sezioni diverse, e loro erano così: completamente diversi da tutti gli altri e anche tra loro. Lui perennemente fatto, sempre su di giri, un entusiasta euforico e mistico, lei di una famiglia ricchissima, si muoveva e cantava al rallentatore, ed era bella. Forse Guido e Valeria stavano insieme, o forse lo erano stati, e non sapevo bene cosa cercassero in me, né cosa avrebbero potuto trovare. Io non conoscevo granché di nessuno dei loro argomenti di conversazione, musica, droga, viaggi, e per lo più li ascoltavo parlare e prendevo le canne e i cilum che Valeria continuamente caricava e mi passava, dal sedile accanto a Guido che guidava nella notte. In viaggio verso Milano ascoltammo la musica dei DC per prep […]