Aldo Grasso, la dura vita del critico televisivo

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Anita Romanello

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p>Negli anni Novanta, la giornalista Ivana Pasian, che dirigeva a Milano la rivista<em> Strategia</em>, una delle più importanti testate sulla pubblicità dell’epoca, aveva pensato di chiedermi, viste le mie pubblicazioni, di curare una rubrica mensile di critica dei messaggi pubblicitari in uscita. Accettai subito con entusiasmo la sua proposta, perché in quel periodo in Italia esisteva ben poco di simile, ma soprattutto perché per me era naturale che anche la pubblicità, come gli altri linguaggi, potesse essere sottoposta a un’attenta analisi critica. Mi ero nutrito per anni delle letture di Roland Barthes, Marshall McLuhan e Umberto Eco, i q [...]

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