Pérez Reverte: amo e sfido il lettore

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Anita Romanello

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p>William Faulkner non era un lettore abituale di romanzi polizieschi. A meno che, diceva, non fossero “buoni come <em>I fratelli Karamazov</em>”, dato che la letteratura non deve mai abbassare la guardia. Per dimostrare che aveva ragione, lo scrittore di New Albany, Mississippi, nel 1948 s’era deciso a pubblicare <em>Non si fruga nella polvere</em>, ambientato nell’immaginaria contea di Yoknapatawpha. Un romanzo modernista, ma al tempo stesso dostoevskiano, intriso di misteri e razzismo, omicidi e pregiudizi. Scritto senza modificare il suo stile fatto del fluviale scorrere di frasi infinite e continui cambi di prospettiva.</p><p>In qualc [...]

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