Harold e Maude | L’amica di Clara
Leggi su In fuga dalla bocciofila di Francesca Mazzotta Mentre mi masturbavo sul letto dei miei genitori, con gli occhi inchiodati nel sole ho pregato che Dimitri amasse solo me e poi ho pianto. Oltre la finestra la pioggia soffocava il vento, e c’era una luce come d’oltretomba. Cadeva sulla tenda e tracciava una catena luminosa fino ai piedi del letto. Sono morta e rinata in un attimo spudorato. La meccanica delle dita tese ad allargare e tenere fermo l’elastico delle mutande, mi ha ripartorito con violenza. Il polso ha perso la sua foga mentre raggiungevo l’orgasmo. Mi sono sentita una bestia docile, uguale a tutte le forme terrestri di debolezza. Dal lago di liquido grumoso sotto le mie cosce, ho lanciato un’occhiata alla stanza profumata di cedro. Lo scaffale coi libri di detti e proverbi di Clara, ha rallentato di un pugno di pensieri il piede sgusciato fuori dal lenzuolo. Ho riso fortissimo. Oltre la persiana il sole si è fatto meno punitivo. Uno sparo sotto la piazza con la statua a Impastato ha decretato la caduta a picco di una poiana. La campana di piazza del Mare ha gridato. Ho cercato di abituarmi alla sequenza di cose che avevo deciso di fare dopo l’orgasmo. Chiamo Dimitri, glielo dico. Lo chiamo, glielo dico, poi esco, recupero la macchina al parcheggio, alle tre prendo i fiori e vado al cimitero, inizio a parlarle alle tre e mezzo. Prima di andare al cimitero, se è aperto, faccio il pieno al self-service giù alla porta. Ma ho dimenticato il tempo impositivo mentre, davanti allo specchio, mi a […]