Paolo Poli giullare irridente

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Anita Romanello

        <div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item"><p>“Immaginate di possedere un bel quadro e di non avere una parete nella quale attaccarlo. Questa è praticamente la situazione del teatro italiano di fronte a un fantasista come Paolo Poli”.</p><p>Ha ragione Tullio Kezich. Difficile dargli una collocazione. Il tuttofare Paolo Poli sentenzia: “Io sono l’impresario, il regista, il grande attore di me stesso”. Il teatro ufficiale, diretto da altri, alla fine lo avrebbe confinato nel ruolo di caratterista. Egli invece svaria, trova posto da “saltimbanco dell’anima” nel suo teatro e nel libro di Gianluca Meis, <a href="https://www.graphe.it/scheda-libro/gianluca-meis/un-graffio-elegante-9788893722711-619516.html"><em>Un [...]

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