Moloch | Aria viziata
Leggi su In fuga dalla bocciofila di Pietro Lenarda Giorno: Lei dice: “Apriti con me, vorrei esserti di aiuto. Puoi parlare con me dei tuoi problemi” Io rispondo: “Ok perfetto, ho un problema con questo funzionale non è convesso, mi si impalla il codice con uno schema monolitico, d’altra parte non so se con un metodo staggered perdo o no accuratezza nella soluzione”. Manco finisce lo spritz, prende e se ne va. Il giorno è in fin dei conti sempre deludente. Notte: La notte è bella invece perché disfa le trame del giorno e riaffiora il mondo sotterraneo. Di notte mi ritrovo a scorrere su internet delle vecchie vignette satiriche della prima metà del secolo scorso. In particolare le vignette sia propagandistiche che anti-propagandistiche di era sovietica sono incredibilmente crude. Ce n’è una anti-bolscevica che raffigura un gigantesco mostro simile a un orango di colore rosso con gli occhialini pince-nez e il pizzetto a punta, indossa una collana con una stella di David, è ovviamente Trotzki, ha i denti affilati e si dondola pigro e brutale sul bordo di un ponte di pietra aggrappandosi con le mani pelose dagli artigli insanguinati, dietro di lui si vedono le guglie e le cupole del Cremlino, sotto il ponte ci sono centinaia di teschi umani e si intravedono scene di omicidi efferati compiuti da piccoli omini misteriosi col codino e vestiti all’orientale. È una immagine macabra, grottesca di una violenza spaventosa. Scopro i cartoni animati di propaganda anti-nazista sia a […]