I delitti del Barlume | Una ragazzata

Leggi su In fuga dalla bocciofila di Silvia Roncucci (essi vivono) Ora il vento le fa oscillare tanto che Giuliano è sicuro che tra poco cadranno. «Gli sta bene a quei teppisti» dichiara Mario, «vengono qui, piazzano le loro robe e attirano i compagni. Ora che la notizia è uscita sul Corriere non si azzarderanno a farsi vivi!» «Basta che cadono da sole, io mica mi ci metto a stuzzicarle» osserva Danilo. Giuliano scrolla la testa e rimane in silenzio. «Dice che le hanno viste anche a Col di Tuscia» aggiunge Danilo. I tre amici si sono portati le sedie da casa. Lì sul poggio c’è un bel freschetto e di solito quello spazio è occupato dalle auto. A metà agosto il paese si svuota e rimangono solo i vecchi, i vedovi, chi non ha parenti. Né la forza o la voglia di seguire la famiglia al mare. Alla fine, la famiglia diventano quelli che restano. Con i quali godersi la frescura fino a tardi, senza dover rendere conto a nessuno. Ognuno di loro ha elaborato una teoria sull’apparizione. Mario ha letto che sono i tipi che vendono la droga, pusher o come si chiamano, a mettere dei segnali. Lui il giornale lo legge tutti i giorni, domeniche comprese, come accompagnamento al caffè del bar. Entra, strizza l’occhio alla Lucia, butta là la solita battuta su cosa le farebbe se non ci fosse suo marito di vedetta. Mentre suo marito lì accanto, che la vedetta non la fa più da secoli, se la ride insieme a loro. È così dal primo giorno di pensione di Mario – per l’appuntamento con la rassegna stampa; il caffè e gli apprezzamenti alla […]

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