Hammamet | Viaggio a Tunisi

Leggi su In fuga dalla bocciofila di Corso Zucconi Una delle poche cose che mi ha lasciato la mia ex è la seguente: un consiglio: se nei cessi pubblici non c’è (come spesso accade) il lavandino, puoi pulirti il culo sputando sulla carta igienica. Ed è così che faccio all’aeroporto Marconi di Bolo, dove non vado per ricordare la mia ex e i suoi consigli ma per farci la spesa: i prezzi qui sono ormai competitivi con quelli di Firenze e ci sono anche i piatti pronti della cucina bolognese. Fatto il mio dovere mi tiro su le brache un attimo dopo aver tirato lo sciacquone, ho la faccia a dieci centimetri dal wc e una goccia d’acqua si stacca dal vortice e mi picchietta sul labbro. Sapevo che sarebbe potuto accadere, è la mia ex che vuole comunicare con me? Sotto sotto volevo provare un po’ di disgusto? Farsi picchiettare appena sopra il labbro da una gocciolina schizzata fuori da un cesso dell’aeroporto Guglielmo Marconi è quella che al giorno d’oggi si può definire catarsi? Onestamente ho solo mezze risposte a tutte queste domande, anche perché di risposte non ne cerco. Mi lavo le mani, prima soap con la fotocellula, poi acqua e infine getto d’aria; stasera tortelli. In realtà parto. Parto alla volta di Tunisi: le Mille e una notte! Cous cous e cannoni! Profumi d’oriente e monoteismo gridato dai grammofoni dei minareti. E atterro, aspetto il bus, direzione Medina, due tizi accanto a me fanno una conversazione strana: mi sembra di capire che uno dei due abbia un superpotere, quello di far apparire uova di gallina […]

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