La Piscina | L’umana caduta

Leggi su In fuga dalla bocciofila di Elosia Morra (essi vivono)     La solita festa, a Saint-Tropez. “All’ Umana caduta!” Serate così Jean-Paul ne aveva viste tante, e lo lasciavano indifferente: ragazze che sembravano aver dimenticato la gonna, champagne e gamberi come non ci fosse un domani, il tutto spruzzato d’un bianco di dubbia provenienza, cadeau di qualche amico di Harry sbucato da chissà dove. E i jingle di Harry di sottofondo, naturalmente. Quella sera non faceva eccezione, se non che l’occasione del brindisi era la pubblicazione del suo esordio. Libro in cui brucia l’esperienza d’una generazione perduta, così Sartre in quarta di copertina. Aveva fatto tutto Carmen, la sua agente: quando un mese prima l’aveva chiamato entusiasta per dirle che il suo omonimo aveva accettato di scrivere lo strillo l’unica sensazione che riuscì a provare fu pena: possibile si fossero ridotti tutti a quel punto? Non l’avrebbe nemmeno letto, garantito, al massimo sfogliato qualche pagina; “Meglio così”, si era detto dopo aver riattaccato senza batter ciglio. Non che gli importasse molto dell’approvazione di chicchessia: ogni libro è un modo come un altro per accerchiare un dolore privato, e a lui andava tutto meno che parlarne con sconosciuti, tra un tuffo e l’altro. Né aveva voglia di avvicinarsi o farsi avvicinare da nessuno, seppure sarebbe stato facile. Non sapeva se fosse colpa dello sguardo, ma ad ogni festa attirava più di qualche interesse femminile: amori d’una notte, da lasciarsi alle spalle senza dra […]

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