28 anni dopo – Il tempio delle ossa | Prospettive

Leggi su In fuga dalla bocciofila La finestra rotta era il passaggio più sicuro. Nessuno la vedeva dalla strada. Bastava imboccare l’ingresso laterale, seguire il muro di cinta, attraversare il cortile di corsa e infilarsi dentro. Il grande atrio, come sempre, era vuoto. L’unica insidia erano le assi marce che cedevano senza preavviso, lasciandoti incastrato e in balia di chi si approfitta delle disgrazie altrui. Ma conosceva il percorso a memoria e raggiunse le scale senza intoppi. Stava per salire quando qualcosa si frantumò al piano di sopra, lasciandolo col passo sospeso sul primo gradino. Strinse le pupille per aguzzare l’udito e decifrare meglio quel suono. Silenzio, rotto da un tonfo che fece vibrare le assi fin sotto di lui. Qualcosa di pesante era caduto sul pavimento, ma non vedeva cosa. La rampa si perdeva nell’oscurità oltre il pianerottolo. Arrivò un altro tonfo, poi un altro ancora, seguito da un lamento basso e strozzato che saliva dal fondo della gola e saliva, acuto, fino a stridere più forte, più vicino, come i passi che, capì, venivano verso di lui. Qualunque cosa fosse, non poteva più stare lì. Imboccò il corridoio laterale. Il buio qui era più fitto, perciò si mosse affidandosi alla memoria. Contò i passi. Al decimo scartò a destra e si infilò in quella che un tempo era la cucina. Si mosse agile tra cocci, schegge e barattoli sparsi sul pavimento, facendo attenzione a non calpestarli, e raggiunse il muro di fondo, scavalcando il tavolo rovesciato, che lasciava giusto uno spazio per […]

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