La cabina | Torno subito

Leggi su In fuga dalla bocciofila di Luca Mascia (essi vivono)     Non poteva accadere in un momento migliore. Non poteva che accadere oggi. Che dire, “signori ateniesi”, è successo tutto così in fretta. Sono trascorsi dieci minuti, ma a me sembra di essere qui da secoli. Le vostre facce sbigottite parlano per voi. Inutile nasconderlo, sono molto felice di vedervi. Grazie a tutti per essere qui. Chi l’avrebbe detto che questa mattina avrei tirato le cuoia in vostra compagnia? Eh, Elvira? Proprio oggi che mi sono svegliato con la voglia di comprare un libro… da quanto tempo è che non leggo? Da quando ho avuto il primo infarto? Sì, dev’essere stato prima del ricovero. Ma te l’ho mai detto che sei proprio brutta? È ironico che me ne accorga solo ora. Mi sveglio accanto a te ogni giorno, sei la persona con cui ho interagito di più negli ultimi cinquant’anni, ma mi fulminasse quel Dio infame se in questo momento il tuo viso non è la cosa più orrenda che io abbia mai visto. Ci sono tante cose che vorrei dirti. Ma se anche riuscissi a strillare, nemmeno coglieresti tutte le mie parole. Fra me e te c’è una porta di vetro chiusa a chiave con sopra un “TORNO SUBITO” tracciato in pennarello nero sul retro di una bolla: un confine fragile, sì, ma al tempo stesso invalicabile. Una bella porta, aggiungerei. Sono quasi geloso. Pequod se la sognava una porta così. Ora mi rivolgo a voi là fuori, signori ateniesi: piantatela di chiedere a Elvira cos’è successo. Voi tutti siete stati miei clienti, un tempo. Voi […]

Racconti correlati