Enola Holmes | Di fratelli, sorelle e altre cose
Leggi su In fuga dalla bocciofila «Brucia!» «È il disinfettante che usa mamma». «Soffiaci sopra!» (Fiuuuuu fiuu fiiu) «Meglio?» (Annuisce) «Se il babbo ci scopre si arrabbia fortissimo». «Non diremo niente al babbo». «Neanche alla mamma?» «Neanche alla mamma». «E se vede il sangue?» «Adesso ci metto un cerotto, non se ne accorgerà». «Mettimi un cerotto con gli squali». (Spinge sulle punte dei piedi per aprire l’armadietto, con un salto tira un colpo alla scatola dei cerotti. La scatola vola a terra, i cerotti si sparpagliano sul pavimento, le piastrelle solo blu). «Non devo andare all’ospedale?» «Non serve, hai le ginocchia dure tu!» (Butta la carta igienica nel water, tira lo sciacquone). La tuta acetata non la porta più nessuno. In palestra qualcuno ride. La maglietta della scuola è sbiadita da anni di corse campestri, equazioni, interrogazioni alla lavagna, lavaggi a quaranta gradi. «Non le voglio mettere queste scarpe, sono tutte graffiate, guarda!» «Tuo fratello le ha messe solo un anno, andranno benissimo». I libri sono già sottolineati. Un intero paragrafo sulla Rivoluzione Industriale è evidenziato di giallo. Le parole riempiono gli spazi vuoti, i puntini sono già uniti (è un galeone, la figura nascosta). Come faccio adecidere cosa è importante? Seguo un ragionamento che qualcuno ha già pensato e ripetuto ad alta voce. Il ritratto di Elisabetta I d’Inghilterra ha già le corna e il pizzetto. Insieme: abbiamo aspettato l’alba sotto la stessa coperta, sconfitto draghi, mangiato cioccolata fino a piegarci […]