Scrivere di Russia senza i russi
2026, Jan 09
Un viaggio teatrale nella Russia appena uscita dall’URSS, nell’estate del 1992, riemerge oggi come racconto di un interregno storico e umano. Attraverso memorie, fotografie e contatti ritrovati, il testo esplora entusiasmi, illusioni e ferite di un paese nato in fretta e diventato, col tempo, sempre più inaccessibile. Una riflessione sui confini visibili e invisibili, sulla paura, sulla censura e sul peso della memoria.
Testo di Livio Milanesio
Foto di Paolo Rapalino
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