Uncut Gems | Gioielli di famiglia

Leggi su In fuga dalla bocciofila Gli azzurri pastosi. I pastelli… i pastelli blu. Le linee storte. Le bocche larghe e i ghigni. Li conosceva a memoria. Adesso invece faceva caso anche al piccolo scroto disordinato del danzatore a destra. Era un groviglio di roba. Chateau Mouton Rotschild, Premier cru classé en 1973. Premier je suis. Second je fus. Mouton ne change, leggeva sulla bottiglia che suo padre aveva acquistato nel settantatré: lui era nato, P. era morto, e suo padre gli aveva detto questo sei tu, così gli aveva detto un giorno in cui lui aveva iniziato a mettere due pensieri compiuti in fila, e poi gli aveva messo in mano la bottiglia. Lui l’aveva conservata immacolata per cinquant’anni. Sull’etichetta era stampato il Bacchanale, che P. aveva disegnato il 22 dicembre del ’52, la giornata più buia in un anno. Nel ’32, il pittore spagnolo aveva detto a Tériade – tra le altre varie cose che un artista può dire a un critico –, aveva detto che nulla poteva essere ottenuto senza la solitudine, che lui si era creato una solitudine che nessuno sospettava, e che è molto difficile essere soli oggi, perché abbiamo gli orologi, avete mai visto un santo con un orologio?, così aveva detto P. per i tipi dell’Intransigeant. E adesso lui si domandava se esistessero ancora i santi e cosa avrebbe detto P. vedendo qualcuno con un Apple Watch al polso; probabilmente non avrebbe detto nulla, avrebbe alzato appena le spalle e stappato la bottiglia di Mouton Rotschild su cui erano finiti i suoi danzatori. La gente si costr […]

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