Al contrario
Leggi su Biró Mia madre, anche se ormai sono un uomo che ha superato i quarant’anni, fa questa cosa. Quando attacco discorso su un argomento qualsiasi e poi mi avvicino alla sfera personale, di colpo vira su quello che avrebbe intenzione di farmi capire. Sono i soliti discorsi sul fatto che dovrei trovarmi qualcosa da fare: qualcosa di serio, direbbe, e lì il discorso si trasformerebbe in discussione perché io comincerei a innervosirmi. Ho imparato a evitare il discorso, dopo tanti patemi. Come se quello che faccio tutti i giorni non fosse serio. Certo, tutti lavorano, ma non è tanto normale che io non pratichi nessuna arte. Questo pensa lei, e pensano tutti; perché è la società in cui ci è toccato vivere, non c’è possibilità di scelta. È normale che un uomo alla mia età si dedichi a qualcosa di creativo. O che sia anche solo minimamente inquieto, che abbia voglia di viaggiare, di vedere il mondo. Invece io mi dedico al lavoro e penso a stare sempre con mia moglie e i bambini. Tutti i miei amici non hanno messo su famiglia. Hanno fatto i miei stessi studi, e molti fanno gli scrittori, i pittori, i musicisti. Anche loro hanno lavorato quando erano ragazzi, ma poi sono cresciuti, sono passati alla vita vera, quella creativa, e oggi sono qualcuno. Io invece mi sono fissato sulla carriera, nemmeno lo stipendio universale ha distolto le mie illusioni. Anche i miei colleghi d’ufficio lavorano, ma poi fanno altro, perché qualche sera non vado a suonar […]