Gli invisibili | Tutti i giorni a guardare i treni

Leggi su In fuga dalla bocciofila       di Mario Greco (essi vivono)     Il mio sogno, finalmente, si stava per avverare. Era soltanto una particina. «Ma è così che si inizia» mi dicevo. «Un passettino alla volta.» Dovevo interpretare il ruolo di un barbone, una scena lunga si e no un paio di minuti. C’erano dei ragazzini che volevano darmi fuoco e io dovevo rincorrerli per qualche metro e gridare: «Lasciatemi in pace! Andate via! Andate via!» Tutto qui. Per calarmi meglio nel personaggio presi ad andare quasi ogni giorno alla stazione a vedere come vivevano i veri barboni. Poi, non contento, una notte decisi di dormire proprio lì, in mezzo a loro. Avete mai sentito parlare del metodo Stanislavskij e del metodo Strasberg? Beh, io ero intenzionato a sperimentare entrambi. Era settembre, una sera un po’ ventilata, ma ancora abbastanza calda. Mi sdraiai su una panchina. Nemmeno ci provai a chiudere occhio. I veri barboni mi guardavano con sospetto. Avevo invaso il loro territorio e avevo paura che potessero farmi del male e cacciarmi via. Mentre stavo lì, pensavo a Bob De Niro e a tutti i dolci e le schifezze che aveva dovuto ingurgitare per mettere su più di trenta chili in Toro scatenato. E ai denti che si era lasciato limare per Cape Fear. Bob De Niro mi stava dando una mano quella notte, non posso negarlo. Per prepararmi meglio, non mi ero lavato da una settimana e avevo indossato degli abiti sporchi e consunti. Fu verso l’alba che vidi quella grassona. Andava avanti e indietro lungo […]

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